Ti presento i miei amici: gestire il rapporto di coppia e le amicizie

Superata la fase di conoscenza reciproca, è giunto il momento di conoscere i suoi amici. Sappiamo affrontare la situazione?

di Monica Zentellini, psicologa
Superata la prima fase iniziale di conoscenza reciproca, avvenuta auspicabilmente attraverso degli incontri a due, arriva il momento di “uscire allo scoperto”.
Una volta appurato che  insieme funzionate a meraviglia, è tempo di verificare se lo stesso accade in presenza di terzi.
Molte persone non amano questa fase, perché a volte conoscere gli amici dell’altro vuol dire esporsi allo sguardo indiscreto del giudizio e della valutazione, e dare quindi voce all’insicurezza.
Gli amici sono persone che da molto più tempo conoscono il vostro lui o la vostra lei, oltre che  sicuramente aver avuto a che fare con il suo o la sua ex (spauracchio di tutti).
Tutto ciò è comprensibile, ma…invece che porre eccessiva attenzione ed investire energie nel formulare inutili ipotesi cerchiamo di capovolgere la situazione: facciamo lo sforzo di passare da osservati ad osservatori. Questo contesto potrebbe essere foriero di preziose informazioni sul vostro partner, per esempio vedere in che modo vi presenta, come vi sentite vicino a lui o lei in questo ambito, come si comporta con voi in loro presenza, quale è il suo atteggiamento nei confronti degli amici uomini e quale verso le amicizie femminili, insomma è un’occasione nella quale potrete scoprire tante cose che in precedenza non potevano emergere.

Ciascuno di noi ha un proprio modo di comportarsi nella relazione a due così come ha uno specifico modo di porsi all’interno di un gruppo: tende ad isolarsi o ad essere leader?  Cerca il confronto o è mediatore? E’ l’allegro della compagnia o tende ad isolarsi?
Questi sono solo alcuni  dei ruoli che un individuo può assumere all’interno di un gruppo di amicizie, e per te è importate conoscere anche questi aspetti. In un certo senso potrebbe essere una sorta di prova del 9: si può valutare se questa situazione conferma o disconferma alcune delle idee che  ti sei fatto di quella persona nel corso delle prime frequentazioni, oltre che scoprire nuovi ed apprezzabili aspetti, e quindi essere ancora più certo e soddisfatto della scelta fatta.
Se le insicurezze di cui parlavo sopra prendono il sopravvento sulla situazione e si incomincia a vedere qualsiasi contesto, che non sia quello esclusivo del rapporto a due, come una minaccia allora ci troviamo davanti ad una grande sofferenza: quella di chi vive il rapporto come esclusività e possesso, che teme gli amici in quanto potrebbero indurlo in tentazione od interferire negativamente nel rapporto. Il bisogno principale è quello di essere l’oggetto esclusivo dei pensieri e dei sentimenti dell’amato, esigendo che lasci tutto il suo mondo in quanto fonte di pericolo.
Ma non è di questa situazione estrema che dobbiamo parlare, piuttosto cerchiamo qual è il giusto modo di gestire la cerchia delle amicizie per una coppia. Premettendo che non ci sono regole, ma solo l’indicatore della gradevolezza e della piacevolezza dello stare insieme, penso che così come per gli interessi individuali anche le amicizie non debbano essere necessariamente condivise, intendo dire  che è importante che ciascuno dei due partner abbia amicizie proprie oltre a quelle comuni, quindi: amici di lui, amici di lei, amici della coppia. Ciò garantisce la sopravvivenza di ciascuna delle due individualità all’interno del rapporto, oltre che rappresentare un porto sicuro nei momenti difficili.
Talvolta si fa l’errore di integrarsi solo ed esclusivamente nel gruppo di amici dell’altro, dimenticando i propri; illudendosi così di costituire un nucleo più solido (ma sbilanciato). Ciò rappresenta una sorta di negazione di sé , di annullamento nell’altro.