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Imperfezione #3: essere sbadati

L’attenzione non è il tuo forte, non lo è mai stata. Fai cadere il cellulare nel lavello o ti vola dalla tasca appena ti muovi, versi fuori dal bicchiere acqua/latte/succo, inciampi nei lacci disfatti delle scarpe cadendo rovinosamente davanti a quel single che ti piace durante il vostro primo appuntamento.

Per finire, durante l’aperitivo al bar fai scivolare dal vassoio tutti i bicchieri di Spritz. Essere sbadati è comune, quello che non sai è che per molti non è un difetto ma una piccola e tenera imperfezione di cui ci si può tranquillamente innamorare.

SIAMO TUTTI SBADATI

Chi non ha mai urtato qualcosa facendolo rompere in mille pezzi parli ora, o taccia per sempre. La parola Ops! è una delle più pronunciate a mondo e tutti siamo stati distratti almeno una volta nella vita. Diciamocelo: negare di essere maldestri è pura ipocrisia.

La lingua italiana, e lo dice la Treccani, prevede addirittura diversi sinonimi dell’aggettivo sbadato:

  1. disattento
  2. maldestro
  3. inavveduto
  4. distratto
  5. incauto
  6. malaccorto
  7. stordito
  8. svagato
  9. pasticcione

Impossibile che non ti riconosca in nessuno di questi aggettivi quindi non fare il/la furbo/a, una figuraccia l’hai fatta di sicuro nella vita. Quindi, perché arrabbiarsi o giudicare male qualcuno che fa qualche gaffe? Perché non considerare il fatto che fare qualche sciocchezza ci permette di mantenere il contatto con la nostra umanità? Non siamo macchine, per fortuna, e poi perché dovremmo esserlo?

SBADATEZZA FA RIMA CON TENEREZZA

Eppure c’è chi giura che la sbadataggine sia tanto adorabile quanto sexy: Sbaglio o ha un pezzo di carta igienica incollato sotto la scarpa? È proprio dolce! Oppure Oh, è proprio un disastro, fa cadere sempre il telecomando! 

I single apprezzano chi è poco attento, i pasticcioni (per dirla alla Treccani Style) e vanno matti per coloro che, dopo una gaffe più o meno grande, arrossiscono.

Ok sì, è un colpo basso, nessuno resiste a due guance rosse, tanto più se pensi che ci potresti essere tu al suo posto (a raccogliere i tasti del telecomando volati via in ogni angolo del salotto).

Quindi perché limitare le mille sfaccettature del tuo carattere e sforzarti di essere quello che non sei, cioè una persona attenta in ogni suo gesto?

Accettati per come sei, non è così grave essere distratti, non è un difetto con cui è impossibile convivere.

Se però sei tu che vuoi diventare meno pasticcione/a, ben venga la volontà di imparare a fare più attenzione alle cose, magari perché non hai più voglia di comprare l’ennesimo telecomando, ma ricorda allora di arrossire per qualcos’altro, non sia mai che tu perda questa caratteristica così dolce dolcissima che ti contraddistingue.

IL MIGLIOR MODO DI ROMPERE IL GHIACCIO

Facendo cadere il telecomando, ottieni tre risultati: rompi il telecomando, seduci, rompi il ghiaccio.

In effetti, essere protagonisti di un gesto sbadato, così tenero, dà luogo a risate e distende imbarazzi e timori di un primo incontro (perché l’hai appena invitato/a a salire e non sei in ansia per come potrebbe continuare la serata…).

Se sei pasticcione/a puoi tirare un sospiro di sollievo e continuare ad esserlo, nessuno non ti amerà per questa tua imperfezione.

Se non lo sei, non diventarlo per forza: un comportamento finto si nota e la sbadataggine è un modo di essere e non un modo di fare, quindi non si improvvisa. Sbadati si nasce. E i telecomandi si ricomprano (*).

MILLE MODI DI ESSERE SBADATI

L’unica situazione in cui dovresti evitare gaffe & Co., perché non sono proprio cool, è il letto. Un po’ di imbarazzo va bene, qualche rossore è tollerato, ma essere dei pasticcioni tra le lenzuola non va bene quindi, anche se sei distratto/a, non dimenticare mai tre cose:

  1. Di praticare i preliminari (per lui)

No, non sono superflui a meno che lei non ti dica chiaro e tondo di voler solo godere delle gioie di una sveltina. In questo caso, puoi farne a meno e concentrarti sull’atto vero e proprio, altrimenti, scriviti un appunto e non dimenticarli mai.

  1. Di restare sveglio (per lui)

La natura maschile vuole che lui, dopo il culmine del piacere, si addormenti. Anche in questo caso vale la regola del non farlo a meno che non lo faccia anche lei. Qualche minuto di tenerezza dopo un rapporto sessuale è consigliato, cementa il rapporto e unisce i cuori. Soprattutto, non ti costa niente.

  1. Di procurare piacere al partner (per lui e per lei)

Il discorso di pensare al piacere del partner, oltre che al proprio, vale per entrambi. Lo stereotipo del maschiomedio vuole che sia lui a sottovalutarne l’importanza ma molte donne sono convinte di poter pensare solo al proprio perché da sempre è passato in secondo piano.

Attenzione: la passione, l’amore e il piacere non sono emozioni mosse dalla vendetta, non si fa qualcosa perché lo si riceve o non si nega qualcosa per ripicca. Quel che succede tra le lenzuola è uno scambio equo di gesti dettati da una reciprocità che dimentica ruoli e stereotipi.

Ama le tue imperfezioni, goditi la vita e attento/a a non rompere troppi telecomandi!

 

(*) Questo articolo è stato redatto proponendo al lettore dei semplici esempi di vita. Nessun telecomando è stato sacrificato per la realizzazione di tale articolo. Rassicuriamo i fabbricanti e le televisioni tutte e precisiamo che ogni riferimento a telecomandi o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.


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