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Imperfezione #25: essere superstiziosi

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Cornetti, ferri di cavallo, quadrifogli, gufi, coccinelle: guardando il tuo portachiavi non c’è ombra di dubbio, sei una persona superstiziosa. Difetto? Imperfezione? Niente di irrecuperabile: di certo non ti metti a tavola se siete in 13 e venerdì 17 stai alla larga da gatti neri e scale, ma la tua vita non si limita ad amuleti e talismani contro la sfortuna. Anzi, a volte pensi anche che la vita sia semplicemente una questione di coincidenze ma la zampetta di coniglio attaccata allo specchietto retrovisore non lo togli.

Non si sa mai.

Le persone superstiziose sono sempre esistite e ogni paese ha le sue credenze: in California ci si attacca al collo un dente di coccodrillo per scongiurare la iella, gli Egiziani hanno da sempre confidato nei poteri delle piramidi e degli scarabei, gli Indiani d’America usavano gli acchiappasogni per intrappolare sfortuna e spiriti cattivi.

La superstizione appartiene a tutti e anche i più scettici, le persone razionali che mai e poi mai si definirebbero superstiziose, compiono dei gesti ispirati a tradizioni e antiche credenze. Qualche esempio: tirare agli sposi il riso fuori dalla chiesa, buttarsi il sale dietro le spalle quando lo si versa per errore, incrociare le dita per augurarsi che tutto vada bene, accendere una candela in ricordo di qualcuno, accendere bastoncini d’incenso, mettere un crocefisso sul letto o su una porta, indossare una collana fatta di corallo o un particolare braccialetto colorato (come quelli che si comprano in spiaggia), non augurare Buona pesca! a qualcuno che ci accinge a recarvisi ed evitare tutto quello che porta il numero 17.

Quest’ultimo veniva evitato anche dagli Antichi Romani, per una ragione (più o meno) semplice: il numero 17 veniva scritto XVII, cifre romane che se anagrammate tra loro formavano la parola VIXI, passato remoto del verbo vivere. Quindi vissi, da interpretare come sono morto, donde il fatto di evitare come la pesta tutto ciò che potesse rimandare al numero 17 per scongiurare una morte prematura.

Tante storie, tante superstizioni, tanti uomini e donne più o meno famosi hanno creduto nella sfortuna e nella fortuna, e continueranno a farlo.

Essere superstiziosi è un’imperfezione? No, vuol dire solo che sei umano!

Anche se è bene non esagerare e diventare come Altomare Secca…

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