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Sesso in 3D: Gaspar Noé parla di Love – prima parte

Charles Bouchet

In occasione dell’uscita nelle sale francesi del film Love, la redazione di Up To Date ha incontrato il regista italo-argentino Gaspar Noé a Parigi, sua città d’adozione.

Era il 2002 quando a Cannes il regista presenta Irréversible, che sciocca il pubblico per le scene forti e poco velate interpretate da Vincent Cassel e Monica Bellucci.
Qualche anno dopo, Noé ritorna a far scandalo con il film Love, un’ode all’amore e al sesso, un film difficile da classificare e ipnotico allo stesso tempo, senza filtri, e girato in 3D.

Up To Date: La musica gioca un ruolo importante nel film Love ed è molto varia: Bach, Satie, Mirwais, uno stile da film giallo, come Goblin per Profondo Rosso. Come mai questa scelta?
La terza gymnopédie di Satie è importante nel film. Ho inserito anche uno dei miei pezzi preferiti in assoluto, Maggot Brain di Funkadelic, del 1971. È un assolo improvvisato che ho ascoltato tantissime volte; è stato registrato una volta sola… Non avrei mai pensato di riuscire a ottenere i diritti per metterla nella colonna sonora del film ma ci sono riuscito.

Come ha reagito al fatto che il suo film è stato vietato ai minori di 18 anni [in Francia, N.d.R.]?
Il film è passato due volte davanti la commissione che doveva valutarne l’idoneità: la prima volta, ha votato per il divieto ai minori di 16 anni, la seconda volta questo limite d’età è stato elevato a 18. Ma in Francia la maturità sessuale si raggiunge a 15 anni e a quest’età si sono già conosciuti alcuni aspetti della vita o li si sta conoscendo. Non c’è niente di violento nel film Love, come ad esempio ce ne sono in Irréversible o in Salò di Pier Paolo Pasolini.
Il mio film non parla di un amore a lieto fine ma bensì di una delusione d’amore. Tutte le scene di sesso sono impregnate di malinconia perché si sa sin dall’inizio che l’amore non c’è più.

Le persone che hanno visto il film mi hanno detto che sono uscite dalla sala con una gran voglia di innamorarsi e che non hanno provato nessun tipo di eccitazione sessuale, come invece accade in altri film del genere. Love colpisce il cuore dello spettatore e non le sue parti basse… Non immaginavo che lo avrebbero vietato addirittura fino ai 18 anni. Irréversible fu vietato ai minori di 16 ma mi sono spinto molto oltre in termini di violenza.

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Nel film, il figlio della coppai si chiama Gaspar, il gallerista Noé. Quest’ultimo è interpretato proprio da lei, che nei titoli di coda appare sotto il nome di Aaron Pagès. È un film autobiografico?
Murphy, il personaggio principale, è il cognome di mia madre e Julio, il suo migliore amico, quello di mio padre. Il film non racconta la mia vita ma ci sono degli elementi che hanno a che fare con il mio vissuto. Love racconta soprattutto la vita dei miei amici di università, che frequentavano con me la facoltà di cinema, con i quali condividevo passione e gusti. La loro vita, ad un certo punto, è cambiata per via di un figlio, a volte atteso, a volte no. Il film parla di persone che conosco.
Il protagonista non è una persona fuori dal comune (anche se ha buon gusto in fatto di donne e quando compra delle locandine di film) ma attraverso la sua voce fuori campo si capisce che è tutto il contrario di tutto quello che vorrebbe essere. Insomma, è solo un ragazzo normale che sa scegliere le sue donne.

Ci sono delle scene molto belle nel film: quella del ristorante, quella del ménage à trois, le passeggiate nel cimitero di Père Lachaise [celebre cimitero monumentale di Parigi, N.d.R.] o ancora la scena finale della vasca da bagno con il figlio di Electra che ricorda 2001, Odissea nello spazio. Siete stato ispirato?
Sono ossessionato da 2001, Odissea nello spazio! L’ho visto 40 volte ed è anche il film preferito del protagonista. Tra i costumi ho messo le mie camicie, le mie giacche, ho dato a uno dei personaggi principali il cognome di mia madre. Love sono io ma allo stesso tempo non sono io… Murphy è un surrogato di me stesso, anche se non ha vissuto la mia stessa vita. Non avevo pensato all’analogia con 2001, Odissea nello spazio ma alla fine è presente.

Che cosa pensa del film di  Lars Von Trier Nymphomaniac, che ha rappresentato anche lui il sesso in maniera diretta?
Il suo film è molto più sadico, parla di nevrosi e non di passione d’amore. Non si sente, nei personaggi, il desiderio di fondersi con l’altro. Nel mio film i personaggi si affezionano e pensano che fondendosi con l’altra persona possono arrivare a vivere una vita più profonda e migliore. I due protagonisti credono nell’amore ma in una città grande come Parigi, piena di tentazioni, è facile cadere in tentazione…

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Quali sono i suoi film preferiti, quelli che ricorda con maggior piacere?
2001, Odissea nello spazio di Stanley Kubrick, che mi ha dato la spinta per iniziare a lavorare nel cinema, Salò di Pier Paolo Pasolini, che ho visto il giorno del mio 18esimo compleanno. Poi anche Un cane andaluso di Luis Buñuel, che mi ha fatto capire cosa fosse la libertà d’espressione, Angst di Gerald Kargl, che avevo in VHS. Un altro film che mi ha cambiato la vita è stato Eraserhead di David Lynch.

Il film parla molto di eros, l’amore, e di thanatos, la morte. Love ha un ritmo che segue la logica del flashback: inizia dalla fine e torna indietro nella storia raccontando gli eventi. Cosa succede ad Electra alla fine?
A volte è meglio non sapere la risposta, io almeno preferisco non averla, come nel film L’avventura di Michelangelo Antonioni. Voglio il dubbio. La migliore soluzione è non mostrare la fine…

Perché ha scelto di girare il film in inglese?
Per una questione di praticità: il film è in 3D e mi sono detto che ci sarebbero state molte più persone che avrebbero potuto vederlo senza sottotitoli, che rovinano l’effetto del 3D.

Electra, interpretata da Aomi Muyok, è magnifica. Come l’avete trovata? Come avete trovato gli altri attori di Love?
Non riesco facilemtne a trovare i miei attori. Ho fatto casting per 3 anni, anche di attori non professionisti e visto il genere di film, si presentavano più spesso attori uomini piuttosto che donne. Ho conosciuto Aomi durante una serata e ho avuto il suo numero grazie a degli amici. Ci siamo conosciuti e all’inizio aveva rifiutato la parte. A quel punto ho dovuto scegliere un’altra attrice. Dieci giorni prima dell’inizio delle riprese, Aomi ha cambiato idea… Sono stato fortunato, è impressionante, domina la scena come nessun altra avrebbe mai potuto fare. Ha molti volti, è in perpetua mutazione, con o senza occhiali, i capelli… E ha di certo avuto un coraggio fuori dal comune per recitare nel mio film!

Leggi la seconda parte dell’intervista!

LOVE - Still 5

Credit photos: Gaspar Noé / Wild Bunch


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